giovedì, novembre 26, 2009,10:16
Ci sono un sacco di cose che mi fanno stare bene.
Ci sono un'infinità di emozioni che provo per le mie bambine.
Vorrei poter essere una madre migliore sempre, distratta e pensierosa come posso essere soltanto io in questo periodo.
Ma sono orgogliosa di loro.
Vorrei che figlia grande riuscisse ad essere sempre sicura di sè come in questo ultimo periodo. Perchè non è stato sempre così e qualcuno ci ha detto che non era bene che non lo fosse, che aveva bisogno di questa cosa anche per sbagliare e per poter essere consapevole di sè stessa.
Vorrei che figlia grande restasse sempre così, a guardare il mondo con i suoi occhi grandi.
Vorrei che figlia grande avesse una fortunata vita sentimentale.
Vorrei che figlia piccola rimanesse sempre legata così tanto a me, con quegli slanci d'amore infinito che mi riserva.
Vorrei che figlia piccola non smettesse mai di sdraiarsi vicino a me nel lettone quando ha fatto un brutto sogno, circondandomi il collo con le sue braccia, non ha importanza se poi, addormentandomi così appiccicata a lei, sogno di essere strangolata.
Vorrei non essere sempre così piena di dubbi, ipercritica, vorrei tanto essere aperta al mondo, alle persone, e trovare la felicità che ti allarga l'anima e ti fa vivere ad un passo dal cielo.
Perchè certe volte una mamma perde la bussola e si perde.
Per un pò ho deciso di restare in attesa.
Il resto è la vita.
mercoledì, novembre 25, 2009,11:27
"Guardo il cielo e non vedo un altro colore,
 solo grigio piombo che mi spegne il sole....."

E' una frase contenuta in una canzone che ho scaricato per mia figlia qualche giorno fa...e stamattina quando la ascoltavamo in auto, per andare a scuola, coperti da una coltre di nebbia, ho pensato che era la frase giusta per questa giornata autunnale di fine novembre.
Lasciate le bambine a scuola, mi sono fatta assorbire dalle note di un cd pensato insieme a mia figlia grande, che in fatto di musica ha già le idee piuttosto chiare.
Ieri sera ho vissuto ore di angoscia e tristezza, quando l'inter perde sembra quasi che mio marito non abbia più energie per nulla, mi guarda e scuote la testa, le parole sfumano e continuano nei suoi pensieri.
Per fortuna io, che sono diventata tifosa di riflesso, non mi faccio condizionare più di tanto.
Ho appena finito di leggere un post in un blog che mi ha fatto riflettere.
Sulle persone, sulle mamme in generale, sul modo che hanno alcune di farti apparire una perfetta incapace, solo sulla base di piccole cose, credono di sapere perfettamente come impieghi il tuo tempo, e non ti conoscono, non sanno, non provano a capire.
Di solito fuggo a gambe levate, il più in fretta possibile, perchè mai come in questo periodo ho bisogno di sentirmi circondata da persone dolci, gentili e sensibili.
Che a volte, tranne rare eccezioni, sono altromodo difficili da incontrare, o forse sono io che ho difficoltà a riconoscerle..... 
Ma quanto bisogno c'è a questo mondo di dolcezza e comprensione?
Io, non giudico mai, non l'ho mai fatto, sono ottimista di natura, e non riesco a rapportarmi con queste persone... però hanno il potere di farmi entrare in confusione e di rattristarmi...
lunedì, novembre 23, 2009,20:10
Ho avuto per un week-end due preadolescenti che si aggiravano per casa, che usavano le mie scarpe con il tacco altissimo, che si guardavano allo specchio, che ridevano come matte, che si sono addormentate non con una fiaba ma raccontandosi i reciproci segreti.
Io non ce la posso fare.
Il mio cuore stramazza al suolo, così, come in un fumetto.
SDENG!
Ma fosse tutto qui, me ne farei una ragione.
La compagna fedelissima di mia figlia le ha insegnato a connettersi con msn, messenger, le ha fornito tutti i contatti delle compagne di classe che già lo fanno da qualche mese o anno e via..... mia figlia è stata rapida e sgamatissima allieva, che quasi quasi ha superato l'insegnante, per così dire.
Così questo pc non è più mio, c'è anche lei che vuole "parlare" con le sue compagne.
La parola "chattare" per ora voglio metterla in un angolo.
Crescono.
Già.
Ed io annaspo.
Le raccomandazioni, spiegarle che non tutto è positivo, che internet è anche una gran rete di incognite. Che voglio solo che rimangano quelle sei compagne di scuola fra i suoi contatti, che non voglio si sconfini.
Ci ho provato. Le ho dato il tempo, entro il quale non si sgarra. Le sto dando fiducia, anche se, ho provato a strisciare come un ladro e sbirciare ciò che si dicono fra bambine/ragazzine e tutto quello che ho visto è stata tanta tenerezza.
Non sono ancora convinta che sia giusto averle dato l'opportunità di entrare su msn....
Con tutta questa confusione, chiudo, felice di essere tornata a scrivere in questo mio spazietto particolare.
giovedì, novembre 19, 2009,18:19
Prendo in prestito le parole del libro di cui parlavo qualche post più sotto, "Cornflake":

"Gli uomini hanno un gran bisogno delle cose a cui si attaccano. Sono circondati da un sistema di leggi, di vincoli e ricordi che li definisce e che li tiene assieme. Senza crollerebbero. Tutti sognano di prendere e andare, ma in pochi lo fanno davvero; e anche quei pochi si ha sempre l'impressione che sotto sotto rimpiangano la scelta fatta".

Sono frasi su cui ho riflettuto un pochino. In parte sono molto vere queste parole, in parte molto soggettive.
Qualcuno sogna di andarsene, ma più spesso se ne vanno le persone che fuggono da qualche cosa, che non hanno radici da difendere, e, dietro di loro, più spesso lasciano desolazione, ma non se ne rendono conto perchè troppo impegnati a star bene e far stare in pace il loro io.
Fondamentalmente credo, nel mio piccolo, che la cosa più difficile per un essere umano è essere felici di quello che si è, in quanto tali, non per quello che si ha.
E comunque è sempre stato il mio modus vivendi, soltanto che per una persona complicata e iperautocritica come me, è al quanto difficile essere sempre soddisfatta di me stessa. E' questo il mio eterno problema.

Il libro è bello, sulle prime sembrerebbe una favola, tant'è che quasi ero sul punto di leggerla alle mie figlie.
Invece ti accorgi in fretta che una piccola bambina magica ha un potere straordinario sulle persone: le rende consapevoli, dona loro la possibilità di essere loro stessi, di liberarsi dalle piccole zavorre che non li rendono liberi, ma dipendenti dagli altri.
Un pò come "MOMO" di Ende, dove una ragazzina riesce a farsi raccontare cose da tutti, regalando loro soluzioni.
C'è qualcosa di magico perchè per qualche tempo, terminato il libro, è rimasta in me quella sensazione di felicità, di ricerca di piccole cose, di diventare un tantino più semplice, più piccola, più dolce e pronta alla vita, alle cose, alle avventure quotidiane.
Se scavate, in tutti noi ci può essere un pò di una bambina magica.
Basta guardarsi a fondo e smetterla per un attimo di fare gli adulti, di iniziare a guardare il mondo come se fosse la prima volta, di provare piccole emozioni pure, di essere quelli che eravamo e, che potremmo tornare ad essere, spogliandoci del superfluo...

(tutto ciò scritto in un soffio, sottovoce, in penombra, fra il fruscìo delle pagine del libro, il mio taccuino, e sperando che l'autrice, se mai venisse a sapere di questa mia umile recensione, per così dire, non si incazzi.....sh!...)
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martedì, novembre 17, 2009,19:20
C'è che passare metà mattinata dal dentista con la bocca aperta non è sempre una passeggiata.
Non potersi riprendere perchè la vita scorre più veloce di te e il tempo non basta mai, è davvero triste.
C'è che mi porto in giro con quest'aria da cane bastonato e non mi riconosco neanche più.
C'è che non c'è niente di peggio che passare un pomeriggio con mal di testa e mal di denti a peggiorare le cose.
C'è un barlume di felicità alla fine di questa intensa giornata?

Ah, sono stata a Monza, percorso strade bellissime, la villa reale, il parco nella città. Io quasi quasi ci vivrei lì.
Peccato che ho visto tutto dal finestrino.
In un'altra vita avrò tempo per ammirare le cose intorno a me senza tutta questa frenesia.
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lunedì, novembre 16, 2009,10:56

Non scriverò di questo tempo grigio e tetro.
Non scriverò del mio atavico bisogno di sole come un fiore primaverile.
Non scriverò della tristezza perchè non ci voglio più pensare, e non è che mi sia passata.
Non scriverò del fatto che un blog che leggevo con ardore mi sta lasciando ultimamente un vago sentore di amaro, perchè mescolare politica, religione, sprazzi di vita, piccole risate e gongolanti necessità di appartenere ad una casta, che in quanto tale è chiusa, non mi va più.
Non scriverò di me alle prese con festicciole di bambine, di mamme straordinarie, di felicità stampata sul volto di un piccola bambina.
Non scriverò di come sia riuscita ad acquistare un paio di stivali mentre figlia grande mi prendeva spudoratamente in giro dicendomi che sarei stata meglio con decoltè con tacco da brivido, scamosciate verdi o rosso porpora, mentre la piccola perdeva in continuazione pezzi del suo geomag, che cadevano ovunque, facendo un gran rumore come di vetro in frantumi, si infilavano tra scatole, scaffali e borsette deliziose, mentre un marito mi faceva provare solo ciò che decideva potesse essere giusto per me, ma dal suo punto di vista.
Non scriverò della mia confusione. Del mio mal di testa che, appena uscita da lì, si è impossessato di me come un piccolo diavoletto senza andarsene più, fino a quando non mi sono finalmente sdraiata sul letto sfinita a fine giornata.

Scriverò di un libro.
Quei libri che non cerchi su uno scaffale, messi lì in bella mostra, e trovi interessanti per due motivi : il titolo e l'incipit del primo capitolo.
No, questo libro te lo sei sudato.
L'hai cercato intimidita fra le librerie milanesi di un afoso pomeriggio estivo milanese.
Non hai osato chiedere se ci fosse o meno.
Sapevi che prima o poi l'avresti letto. Era il destino.
Poi, una mattinata di inizio novembre accecata da un insolito sole e cielo blu, sei entrata in una libreria per cercare dei regali speciali per certe compagne di asilo di tua figlia e lì, hai avuto il coraggio di dirlo, il nome, il titolo improbabile.
"Cornflake" di "Micol Arianna Beltramini" - scrittrice, mia omonima.
E quindi, l'ho ordinato in un impeto di ottimismo e gioia.
Da quattro giorni quel libro gira per casa di mammamicol.
Inquadrato e sbirciato dalle due reginette di casa. Che a turno, anche la piccola che non sa propriamente leggere tranne sillabe scomposte, lo guardano e dicono "ah, cornflake!".
E non sanno che è una specie di fiaba, che la protagonista, appunto Cornflake, è un pò magica e nella descrizione parrebbe proprio sorella gemella della mia impertinente quanto adorabile piccola bambina.

L'ho scritto, questo libro mette allegria, a tratti malinconia, per ora è un buon compagno di queste giornate novembrine.
 

venerdì, novembre 13, 2009,22:48
Forse è proprio vero che non valgo niente, che non ho nulla da dare.
Come si fa ad essere perfetti, ben voluti da tutti, persone speciali.
Come può essere diversa una vita con convinzione di riuscita unica ed irrangiungibile.
Come può andare a finire un cuore trafitto.
Come si fa a relegare a questo mondo tutte le parole che nel mondo reale nessuno più comprende.
Ho bisogno di un angolo.
Ho bisogno di una certezza.
Che queste lacrime più non possono dare.
Perchè due angioletti rannicchiati nei loro letti dormono beate, e domani avranno bisogno di me.
Essere imperfetto che non sono altro. Io.
E cambiare non sembra possibile.
E le lacrime rigano il volto ed io non so più fermarle.
Vi capita di vedere voi stessi andare a rotoli.....di non vedere nulla di positivo?
Stasera è così, non so se riuscirò a riprendermi.
Non ho nulla da dire, come al solito.
Muoiono le emozioni e si perdono nella mia anima.
giovedì, novembre 12, 2009,12:41
C'è che da qualche mese, per l'esattezza domenica 6 settembre, me ne vado in giro con al polso, proprio dietro l'orologio, due braccialetti di perline.
Questi braccialetti sono stati fatti dalle mie due bambine come regalo di compleanno della loro mamma, cioè io.
C'è che questi due braccialetti ho promesso che non li toglierò mai, che l'unico motivo sarà solo e nel remoto caso si rompano, ma per ora sono perfetti, azzurri, blu e bianchi, i miei colori preferiti.
C'è che mia figlia, partendo molto alla larga, cercando di usare un pò di persuasione e parole dolcissime, quasi sottovoce, mi ha chiesto di poter invitare la sua compagna di scuola, a casa nostra.
Non per il consueto pomeriggio per fare i compiti in compagnia, che poi si trascorre per lo più ascoltando musica, parlando fitto-fitto, travestendosi e ridendo come matte.
C'è questa richiesta di passare un pomeriggio, una notte, una mattinata insieme.
C'è che questa mamma tastato un pò il terreno e fatto qualche piccola silenziosa raccomandazione, non ha potuto dire di no.
C'è che mi piace se fosse l'inizio di una grande e speciale amicizia.
E allora, guardando al futuro, mi auguro che mia figlia sia un tantino più fortunata della sottoscritta in fatto di amicizie.
C'è che io partivo sempre in quarta, ottimista e speranzosa, per poi rendermi conto di ottenere solo piccoli buchi al cuore, mai rimarginati, fino ora.
martedì, novembre 10, 2009,20:58
Oggi è stata per certi versi una giornata strana, a tratti incredibile.
Ho pensato tutto il giorno ai miei due angeli custodi, mia madre e suo marito, che domani partiranno per un lungo viaggio.
Di fatto ma anche metaforicamente.
Vorrei essere con loro, perchè se ho conservato ricordi belli della mia adolescenza sono quelli legati ai viaggi, con loro due, per tutta europa con il mio cuore gonfio di emozioni e la mente aperta alla conoscenza.
Se dovessi fare una premessa per descrivervi il perchè di questo viaggio, dovrei raccontarvi la vita di quelle due meravigliose persone degli ultimi due anni. Ma con mia madre ho fatto un patto e nulla è mai stato violato da me, esprimendo con questo tacito silenzio il mio assoluto rispetto alla decisione e alla volontà espressa.
La destinazione è Lourdes, mia madre non è una vecchia donna di chiesa, mio padre putativo non è un bigotto con paraocchi.
Mia madre, vecchia non sarà mai, con le scarpe da tennis e i jeans, con i capelli al vento e mille bizzarie dolcissime, non ultimo la sua passione innata per il teatro.
Mio padre putativo è un ingegnere compunto e metodico, un pò distratto a volte, capace di sdraiarsi sul tappeto per giocare con le sue nipoti, con la mania per i cappelli, i giacconi napapiri, le sciarpe colorate e la passione per le foto. Avverso a tutto ciò che ha odore di chiesa, di preti, di suore e di dogmi per lui troppo stereotipati e antichi.
Hanno deciso di chiudere un periodo con un viaggio speciale, per respirare aria di spiritualità e raccogliersi.
Lo vivranno in maniera diversa, partendo da presupposti uno l'opposto dell'altro, ma con lo stesso spirito di fondo.
Quel cuore di fanciulla mai cresciuta che si cela dentro me, vorrebbe essere con loro, per un ultimo viaggio in auto attraversando la Francia fino ai pirenei.
Neanche io sono una bigotta, ho una mia personalissima abitudine di rapportarmi alla fede e alla spiritualità.
A volte la vita ti porta a cercare una strada, a percorrerla, a incontrare ostacoli, a superarli, ma più spesso la vita ti regala sorprese meravigliose.
Come in un film ti aspetti che loro intrapprendano un viaggio che li porterà lontano.
 
lunedì, novembre 09, 2009,18:47
La pioggia è stata la costante di questo, seppur emozionante, lungo, infinito, week end.
Unica oasi felice, quindi senza pioggia, sono state quattro ore nella mattinata di sabato.
Quando con le mie figlie eravamo tutti rinchiusi in un edificio, ad ascoltar maestre, a mangiucchiare torte, ad osservare i bambini più grandi e quelli più piccoli nelle loro vesti di scolari attenti e preparati.
E' stato bello, per un attimo immergermi nei panni di una piccola bambina che guarda da dentro il mondo della scuola.
E' stato difficile arrivare alla fine di una lunga mattinata perchè mia figlia stanca sembra una leonessa che cerca la sua preda : nervosa, pronta a scattare al primo rumore, con lo sguardo puntato ovunque, ma non per ubbidire o assecondare questa mamma.
E' stato bello, quando, insieme ad altre bambine, alcune compagne di asilo si sono sedute sulle sedie per cantare e ballare con l'insegnante di musica accompagnati dai "ragazzi" di quinta elementare.
Mia figlia grande, con i jeans, una camicia bianca, un foulard legato al collo, stivali e treccia ha preso parte alla recita, una piccola rappresentazione di una storia inventata da loro sui pirati, gli esploratori, donne tristi e voce fuori campo che narrava i fatti.
C'è stato un momento in cui i miei occhi si sono velati, tutto attorno sembrava avvolto in una nuvola di vapore.
Le emozioni improvvise a volte imbarazzano anche me.
Per fortuna lì, tra il grappolo di persone radunate come spettatori c'era anche figlia piccola che, come consuetudine, non la smetteva di stare ferma, di scendere e salire dalla sedia in un moto perpetuo, che mi faceva sorridere e riprendere la salivazione.
E' l'ultimo anno, ho ascoltato una classe stupenda, mentre recitavano a turno me li ricordavo ancora come al primo open day, quando, con voce timida, tentavano tutti con successo di leggere la parola "nuvola".
Il prossimo anno ci saranno tanti cambiamenti, tante altre emozioni, adesso per dieci giorni possono bastare queste...
Anche se, la ansiogene mamme che vivono attraverso i figli mi hanno provocato una sorta di rigetto verso la categoria in toto. Alla quale appartengo, d'accordo, ma non ho picchi di tale esagerazione.
Sono felice di aver scelto una scuola che mette al centro di ogni esperienza il bambino. Che non è un numero fra tanti, ma una faccia, con un nome, con delle caratteristiche che, in questi lunghi anni, hanno saputo valorizzare fino a farli maturare e rendere consapevoli.

Poi, alla sera, sentendoci tutti un tantino ridicoli ed impacciati ma anche pieni di aspettative e contagioso ottimismo, siamo andati al cinema a vedere un cartone animato in 3D poetico e struggente, indossando tutti occhiali di formato gigante degni dei Blues Brothers...
venerdì, novembre 06, 2009,15:56
"mamma mi sentiii?????" figlia grande esclama dalla sua stanzetta.
" si, dai, dimmi...."
"abbiamo preso in considerazione un altro modo di fare arte...... Kandinsky ad esempio....."
"ok brava, ti sento forte e chiaro" rispondo io dalla stanza adiacente alla tua.

E' una settimana che facciamo prove, come due pazze, parlandoci ad alta voce da due stanze diverse.
Figlia grande deve fare le prove per esssere certa che verrà udita da tutti in platea, nel salone della scuola, davanti ai bambini futuri primiri del prossimo anno, ai genitori e persone sconosciute passate di lì a scoprire cosa si farà mai in una scuola che in questi giorni sembra un teatro.

Domani sarà un giorno di commozione. Avrò una figlia che, dall'alto della quinta elementare, si appresterà a fare uno spettacolo coinvolgente sulle materie di studio, la gita appena fatta, le varie attività che si svolgono nel corso dell'anno scolastico.
Ed una timidissima figlia piccola, ancora un pò incosciente e sognatrice, che sarà spettatrice di tutto ciò che potrà interessarle.
Ed un papà che sarà lontano da tutto ciò, sprofondato nel lavoro e un impegno fissato mesi prima.

"mamma domani vedrò le mie compagne?" chiede figlia piccola
"si, certo"
"allora che bello domani c'è l'asilo......mh....ma il sabato non è chiuso?"

Forse dovrò spiegarle meglio il concetto di che cosa significherà una mattinata a far finta di guardare con gli occhi di una quasi scolaretta, che sta lasciandosi dietro una fase della crescita per abbracciare il mondo, la conoscenza, la lettura, la scrittura....
E aspettare un altro anno? Magari due??
Che non si è mai pronti nella vita ad affrontare le responsabilità, figuriamoci a cinque anni....
by ilmaredentrome | categoria:scuola, io e le mie bimbe, bambina grande | Link | commenti (4)(popup) | commenti (4)
giovedì, novembre 05, 2009,11:25
E' difficile rimanere impermeabile a questo clima autunnale.
E' impresa titanica riuscire a trovare tempo per me e le mie piccole occupazioni private che non siano le solite azioni quotidiane, invece oggi eccomi a prendere un pò fiato.
Chissà perchè so perfettamente che sconterò queste orette. Una strana vocina, come un diavoletto me lo sta ripetendo da qualche minuto.
C'è che mentre si chiude una finestra su alcuni problemi che sembravano montagne invalicabili soltanto qualche mese fa, ne subentrano altri.
A testa bassa penso e credo di avere un sacco di fortune, ho due bambine che crescono, sono consapevole delle cose belle intorno a me.
Ma a volte, proprio in questo periodo, sento una malcelata malinconia, non ci posso fare niente.
E' indubbio che il tempo lascia spazio a questi stati d'animo.
Anche avere qualche oretta di piccoli spazi che di solito non ho e vedo come oasi nel deserto, riescono a farmi intristire.
E' una sensazione molle, subdola, sciocca.
Perchè certe volte mi sento in colpa nel non avere impegni importanti, scadenze e pensieri. Forse perchè raramente non ne ho e già questo pomeriggio mi sentirò una trottola.
Non so perchè scrivo questo post.
Forse perchè il nostro progetto si sta allontanando ed io non mi abituerò mai a questi paesi, alla nebbia, a qualcosa che non sento mio, nonostante ci vivo da sei anni.
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mercoledì, novembre 04, 2009,11:29

   
                                                                 


Stamattina mi sono svegliata, gli ultimi pensieri sono stati quelli dell'ultimo sogno fatto.
Più che un sogno un incubo.
Aprendo le finistre mi sono resa conto che il tempo non era ciò che mi sarei aspettata.
Foschia, cielo grigio, paesaggi tristi autunnali.
Non mi hanno aiutato per niente nel ricompormi per iniziare una nuova giornata.
Non mi sento per niente pronta ad affrontare l'inverno.
Avrei voglia ancora di sole e di magliette a manica corta.
Quel sogno-incubo conteneva un significato recondito però molto reale, ho difficoltà ad aprirmi totalmente con le persone o se lo faccio sbaglio quasi sempre i modi e i tempi.
Perciò avrei bisogno di cambiare, di modificare atteggiamenti, perchè nella vita di tutti i giorni si ha bisogno degli altri...
by ilmaredentrome | categoria:pensieri, sogni e sciocchezze varie | Link | commenti (7)(popup) | commenti (7)