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Credo fermamente in un equilibrio sostanziale. In politica, in tv, al tg, nei comuni, fra la gente, le rock star, i bambini e i vecchi.
Solo stando in equilibrio e senza sputare sentenze sterili si vivrebbe meglio.
Mi è venuto in mente il mio viaggio post maturità. Era il luglio del 92. Destinazione Germania. Ho visto e mi sono fatta immergere in una cultura nuova, aiutata anche da vecchie reminescenze della linga tedesca.
La mia voglia di vedere, scoprire, attraverso gli occhi grandi dei miei anni e del mio bisogno (mai sopito) di viaggiare, mi ha spinto fino a Berlino.
In una sera d'estate ho visto Berlino est. In una mattinata d'estate ho girato e visitato tutti i musei, il check point charlie, dove bisognava registrarsi quando ancora c'era il muro a dividere in due una nazione.
Ho accolto con un certo stupore testimonianze di ragazzi che ricordavano 3 anni prima di aver potuto riabbracciare parenti o gli amici del cuore.
Poi ho visitato Lipsia, Dresda. Città che dovevano essere incantevoli, paesaggi stupendi. Ma i grandi palazzi avevano cicatrici enormi, fori grandi come una pallina da tennis che deturpavano la loro maestosità, la loro storia. Erano ancora i resti di una seconda guerra mondiale, che dopo poco più di quarant'anni restavano lì, come ricordo, come cicatrice indelebile.
Ho visto questa grande città stupenda, Dresda, posta su di un fiume meraviglioso, Elba, che diventò poi Patrimonio dell'Umanità che, forse, grazie alla costruzione di un ponte, sarà privata di tale titolo.
Ho scoperto cosa può fare una dittatura oscurantista.
Ho visto chiese chiuse o annerite, sporche, puzzolenti, lasciate ad un lento degrado.
Perchè un credo religioso faceva ribrezzo a chi "governava".
Ho visto intere vallate, che un tempo dovevano essere rigogliose e ricche di pini, stranamente desertiche. In Germania, dove piove 10 mesi all'anno.
Ho visto, sono entrata in un nuovo percorso.
Ho creduto che la democrazia fosse uguale alla libertà.
Ho pensato a come dovevano sentirsi i tedeschi della Germania dell'est, finalmente liberi.
Ho conosciuto persone a cui avevano tolto tutto solo perchè possedevano belle case e terreni per donarle ai poveri. Anni si sofferenze inaudite.
Hanno tolto la libertà di espressione, di essere individui.
Poi da qualche mese qui, in Italia, qualcuno inneggia alla dittatura.
Qualcuno che spara a raffica, senza ritegno, spandendo un gran terrore: "non dobbiamo piegarci alla dittatura di Berlusconi"
Ma io, un puntino in una vasta nazione, posso ancora camminare per le strade senza essere trattenuta da chicchessia, posso andare in chesa quando voglio, posso votare, lavorare, mettere da parte qualche soldo, avere semmai una proprietà, credere ancora alla libertà, fare del bene, pensare, andare e viaggiare ovunque. Non mi sembra di essere sotto dittatura.
Conosco il passato, posso ripercorrere i grandi eventi della seconda guerra mondiale, ho un nome di origine ebraica, forse datomi per questo motivo.
Sono stanca di vedere ovunque ben pensanti che ti indicano cosa fare. E allora io dico "ben pensanti fate qualcosa voi, non aspettatevi nulla, agite, cambiate il mondo, migliorate ma non lamentatevi, che non sarà facile ".
Voglio un futuro migliore, senza demagogie. Senza inutili critiche. Ma progetti in comune, per una libertà stabile e non frottole.
Attendere. Sotto un' acquazzone violento, come solo sul lago può scatenarsi.
Tuoni, lampi, fulmini e pioggia incipiente, incessante. Sembra quasi che da un momento all'altro un pezzo di cielo debba frantumarsi.
Ore perse in coda per qualcuno che, con l'auto crede ancora di partecipare ad un rally.
Qui, sotto il glicine, profumo e clamorose scariche di un temporale.
A volte, pare proprio rinfrescare l'aria ferma di un pomeriggio estivo.
Altre volte, vorresti aver preso almeno l'ombrello.
Attendere attimi, che si dilatano, in un abitacolo troppo stretto. A volte è come perdere del tempo, minuti scanditi lenti e pigri, sembrano ore, o forse più.
Poi all'improvviso ritorna alla mente che anche due essenziali parti della tua vita sono sotto questo tempo incredibile e allora prendi il telefono, l'attesa ancora più lunga perchè non c'è campo e così non riesci ad ascoltare due rassicuranti vocine.
Poi, ti volti, all'improvviso in questo continuo moto di pioggia, una macchina si affianca alla tua, dentro due occhi che ti guardano e ti mandano un bacino.
Sono tornate. L'attesa è finita.
In un minuto, ancora cariche dei regali di una nonna troppo generosa, l'auto si riempe di suoni, mormorii, voci, incalzanti domande, richieste ai loro bisogni. Ed allora la tua mente si lascia travolgere dalla vita, da quel moto incessante e bisogno di esserci, di lasciare impronte che hanno le tue figlie.
Scoprire, mentre l'asfalto scorre sotto i pneumatici della tua auto che, a Milano, neanche l'ombra di una goccia, solo afa, aria estiva, poco sole, ma del temporale scrosciante neanche l'ombra.
Mia figlia ci sussurra una storia che ogni tanto sogna tra se e sè.
"sono gli angeli che lottano tra di loro e le gocce di pioggia le loro grandi lacrime".
"chissà cosa gli abbiamo fatto per far venire giù dal cielo quel tempaccio??!!!??".
Ma domani, chissà.
Forse il progetto di un viaggetto si sta concretizzando.
Meglio dirlo sottovoce, non si sa mai.....
by ilmaredentrome | categoria:pioggia, voglia di sole, sogni e sciocchezze varie, clima estivo |
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Sto attraversando una fase molto particolare della mia vita.
E' come se volessi cambiare in parte un certo modo di essere e ho molta voglia di mostrarmi per quella che sono.
E' l'inizio dell'estate, una stagione semplice e gioiosa, ricca di viaggi ed esperienze.
Dà quel giusto senso di libertà.
Come una farfalla libera di volare via, di scoprire, di conoscere, di esserci.
by ilmaredentrome | categoria:parole, cambiamenti, clima estivo |
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C'è qualcosa che non capisco. Avere un blog, scriverci pressochè quotidianamente.
Eppure quella paura sotterranea di non voler essere troppo personale ed invece lo sei.
Certo che lo sei, scrivi di te, della tua vita. Cos'altro è personale?
Eppure c'è sempre un filo che mi crea quella paura. La paura di aprirmi troppo. Di essere me stessa fino in fondo con persone che possono leggere e magari non capirmi, essere estranei eppure conoscermi.
Non fisicamente, ma le parole, un pò dell'anima di chi capita qui.
Scrivo questi pensieri perchè avevo in mente di scrivere un post intimistico, che tirasse fuori alcune parti di me inespresse. Eppure, ancora una paura si solleva e mi fa tentennare.
Dirò solo questo.
Ieri, in un pomeriggio in cui tutto prometteva tranne una bella giornata dal cielo limpido, sono tornata nella mia città natale. Lasciato le bimbe dalla nonna, che non vedevano da più di un mese, ho passeggiato per il centro storico, ammirato il lago, la gente, quell'atmosfera che ti fa sentire sempre in vacanza. Stranieri ovunque, bar che spuntano come funghi, il buon caffè preso al volo che ha fatto riaffiorare il ricordo di quello che prendevo la mattina prima di entrare in ufficio e, che qui, dove abito ora, mi sogno.
Fa male questa malinconia.
Quel ramo del lago che non volge a mezzogiorno è parte di me, come le radici di un albero.
Poi la vita chissà se mi riporterà di nuovo alle radici, un giorno, in futuro.
Per adesso continuo a sentirmi una straniera in terra straniera qui, dove vivo, da sei anni.
by ilmaredentrome | categoria:blog, voglia di felicità , clima estivo |
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La sottoscritta, una mamma, una moglie ma ancora prima una donna, una persona, un essere pensante, si arrovella su "annose" questioni.
Primo: non sarebbe male se la vita scorresse come nei film, liscia e meravigliosa a tratti luminosa come un diamante.
Secondo: cosa diavolo ha tramandato alle sue figlie, luce dei suoi occhi, che per tutto il pomeriggio sembrano metterla di fronte ai suoi limiti e a dura prova di pazienza.
Terzo: come farà la mamma della compagna di figliascolaretta con cinque bambini di cui uno di appena 8/9 mesi?? consoliamoci o diamoci la mazzata finale.
Quarto: fa caldo, i vestiti fanno caldo, gli anelli, i braccialetti non li sopporti, la collana men che meno, meglio non incontrare nessuno fuori dal pianerottolo altrimenti lo inchiodi al muro.
Quinto: non c'è nulla ma proprio nulla che scivoli via, ogni evento sembra carico di difficoltà, anche andare a portare la pattumiera nel seminterrato.
Sesto: sarebbe bello trascorrere un pomeriggio di totale relax, sulle ginocchia un buon libro, tra le mani una bibita ghiacciata e tutt'attorno un semplice e meraviglioso silenzio.
Settimo: non tenere per tre pomeriggi consecutivi due figlie in casa perchè devi risistemare e pulire lo scompiglio di aver avuto per casa gli imbianchini per dieci giorni.
Ottavo: meglio omettere tutta una serie di pensieri-problemi che sono entrati nella testa di questa mammamicol e non se ne vogliono andare più.
Nono: se ancora qualcuno ci racconta che sta partendo per due mesi di mare, relax, dolce far niente con bambini ma con nonni tuttofare a carico e si lamenta, mammamicol urla, giura.
Decimo: c'è sempre chi sta peggio di te, in fondo. Amara consolazione. Ma, a volte, è tutto quello che ci rimette con i piedi per terra e fa riacquistare l'energia per continuare...
Poi.... è certo, alle volte, nei film, sembra tutto facile. E ti senti una cretina immensamente piccola perchè ogni cosa te la devi conquistare, sudare, non viene mai nulla facilmente, senza penare e arrovellarsi. Gulp.
Come aver scritto, senza pensarci, due post in un giorno. Grunk.
by ilmaredentrome | categoria:tristezza, cambiamenti, umore nero, un commosso sogno |
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Ci sono quelle rapide emozioni che sfuggono, come proiettili già partiti, come qualcosa di irragiungibile. Come il mio stato d'animo di questi giorni afosi. Con il cuore che gioca a nascondino con i sentimenti rapiti da una rete di pensieri.
Ho bisogno di allegria, di tuffarmi in una placida e contagiosa felicità.
E' chiedere troppo?
In fondo le illusioni servono a placare questo senso di precarietà emotiva. Come le sorprese arrivate all'improvviso e che ti fanno ancora sentire la bambina che, la mattina di natale, apriva i pacchetti meravigliandosi che un vecchio signore si ricordasse di lei, fra la moltitudine di bambini del mondo.
Ecco... nel mio cuore e nella mia mente ci sono ancora aspettative nei confronti della vita e delle occasioni di giocarci un destino sempre in evoluzione.
Adoro ancora i cambiamenti. Amo farmi sorprendere dalla vita, dalle emozioni e dalla voglia di migliorarmi giorno dopo giorno.
Scrivo tutto ciò mentre le mie piccole stanno facendo le prove per un balletto dedicato alla loro mamma.
Fra poco sarò chiamata a fare da spettatrice.
by ilmaredentrome | categoria:sorprese, calma apparente, emozioni inevitabili |
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